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Il quadro normativo
I servizi pubblici locali: il nuovo sistema italiano nel
contesto europeo.
Verso la liberalizzazione e modernizzazione dei servizi pubblici
locali.
Con l'entrata dell'Italia in Europa, molti aspetti della
vita quotidiana di tutti noi stanno velocemente cambiando.
Per armonizzarsi con le nuove direttive europee che regolano
i settori più diversificati, il legislatore italiano ha il
compito di riscrivere molte delle regole che governano il
sistema economico e sociale italiano. Come cittadini europei
dobbiamo essere a conoscenza di queste trasformazioni legislative
in atto, soprattutto in quei settori che incidono più da vicino
sui servizi fondamentali a sostegno della nostra vita. Le
nuove regole prevedono che il servizio pubblico locale sia
una attività economica svolta da società di capitali che operano
in regime di concorrenza sul mercato, come già avviene nei
paesi più avanzati, ove l'erogazione dei servizi pubblici
è stata già da tempo liberalizzata. Per permettere sul mercato
economico europeo una concorrenza leale fra i diversi soggetti,
che favorisca soprattutto l'utenza, per la qualità dei servizi
ottenuti e il risparmio sulle tariffe, è necessario che anche
in Italia, a gestire i servizi di pubblica utilità, siano
delle società soggette el diritto comune.
La riforma del sistema
Nelle sedi legislative sta per essere approvato un decreto
legge (n.4014/99) che provvede al riordino complessivo dei
servizi pubblici locali. Il disegno di legge è ormai al termine
del suo iter legislativo; il Senato lo ha approvato l'8 marzo
e si è in attesa del sì definitivo della camera. La nuova
idea forte del servizio pubblico è quella di considerare questo
settore come un'attività economica identica alle altre, svolta
in un regime di concorrenza e di mercato. In base al nuovo
decreto, il servizio pubblico, come lo abbiamo conosciuto
sinora, è destinato a cambiare profondamente.
Non esisterà più il monopolio dei servizi, anche se la proprietà
degli impianti e delle reti resterà in mano agli Enti Pubblici.
Gli Enti Pubblici costituiranno società per azioni di gestione
dei servizi. I rapporti tra proprietà degli impianti e società
di gestione saranno regolati attraverso contratti di servizio.
I contratti di servizio che disciplinano i rapporti dei gestori
con gli enti locali saranno contratti di diritto comune.
Il contenuto sarà predeterminato nel bando di gara effettuato
dai Comuni, ove saranno specificate la durata, obiettivi qualitativi
e quantitativi, la tariffa massima, le modalità di servizio,
gli aspetti economici, gli inadempimenti, il recesso del rapporto
e il diritto degli utenti. Il decreto 4014 prevede poi, sul
tema della concorrenza, che l'aggiudicazione avvenga per confronto
concorrenziale sulla qualità ed il prezzo. L'attribuzione
dei diritti esclusivi avrà una durata determinato nel tempo,
diversa a seconda dei diversi servizi e l'impresa che si aggiudica
l'appalto subentrerà nei rapporti patrimoniali e di lavoro.
Il passaggio dal vecchio al nuovo sistema
Occorrerà dai cinque ai dieci anni prima che il nuovo sistema
sia a regime. In questa fase di transizione è necessario che
le società, che vogliono continuare a competere al meglio
nel nuovo mercato dei servizi pubblici, seguano una serie
di accorgimenti previsti dalla legge. In questo modo saranno
premiate e potranno affrontare preparate le gare per l'aggiudicazione
dei servizi. La nuova legge stabilisce che l trasformazione
in società di capitali avvenga entro il 30 giugno 2000 per
le aziende comunali ed entro il 30 giugno 2001 per le aziende
sovracomunali come l'AMI. La proprietà dell'AMI, essendo sostanzialmente
già strutturata come una Società per Azioni, ha ritenuto opportuno
anticipare i tempi della trasformazione rispetto a quelli
fissati dalla legge per essere in grado di cogliere appieno
e da subito le opportunità che il mercato già può presentare.
Un altro vantaggio consistente sarà la creazione di alleanze
strategiche: la fusione tra società di capitali porterà una
proroga dell'affidamento della gestione dei servizi; la durata
dell'affidamento sarà infatti protratta del 20% per l'incremento
dell'utenza a seguito di fusioni societarie, del 40% per il
superamento della soglia minima di utenza prevista dalla legge
e del 40% se il capitale privato raggiunge il 40% dell'intero
capitale. Per quello che riguarda erogazione dell'acqua e
smaltimento rifiuti esiste già una legge della Regione Emilia-Romagna
(l.n.25/99), che regola questo periodo di transizione e che
prevede la salvaguardia delle gestioni efficienti per tre
anni, la possibilità di modifica/riaggregazione degli ambiti
e l'incremento del periodo di salvaguardia (6,10,15 anni)
a seguito di fusioni o in relazione alla quota di ambito servita.
Dunque per competere nel futuro mercato dei servizi pubblici
e controllare la gestione delle aree fino ad ora gestite,
sarà fondamentale per le ex municipalizzate come l'AMI, trasformarsi
al più presto in Spa, creare alleanze strategiche in grado
di allargare il bacino di utenza e diversificare le offerte
di servizi.
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