Ami domani

Alla luce nuovo contesto del settore dei servizi pubblici in piena evoluzione Massimo Marchignoli, Sindaco di Imola e Presidente dell'Assemblea dei Sindaci del Consorzio AMI, presenta il processo di trasformazione intrapreso dall'azienda per migliorare i servizi ai cittadini e competere sul settore delle multiutilities. Nelle sedi istituzionali, economiche e sociali si è aperto il dibattito sulle opzioni future relative all'assetto societario del Consorzio AMI.

Partiamo dalla realtà attuale di AMI.
AMI è diventata in questi anni una realtà economica di tutto rispetto. In vista dei cambiamenti economici, legislativi e più in generale della società italiana, considerata per di più nel quadro dell'evoluzione europea, ci siamo impegnati affinchè AMI diventasse una realtà più che imolese e a rafforzare la sua presenza di servizi sul territorio. Oggi le dimensioni economiche di AMI sono queste: serve un bacino di 172.000 abitanti, nel 1998 ha avuto 174 miliardi di ricavi di esercizio, con 7,5 miliardi di utile e ha un capitale investito di 598 miliardi. Solo nel 1999 ha effettuato oltre una trentina di miliardi di investimento. Solo dieci anni fa, il bacino di utenze era di 115.297 abitanti, i ricavi di 112 miliardi, gli utili di 2,2 miliardi e gli investimenti di 16 miliardi. Quattro anni fa ci siamo posti l'obiettivo di anticipare i tempi e arrivare preparati agli appuntamenti della europeizzazione e della liberalizzazione che già su delineavano; oggi che questi appuntamenti si stanno concretizzando, li affrontiamo in condizioni di forza.

Perché l'AMI ha avviato un processo di trasformazione societaria?
E' stata avviata in Italia la liberalizzazione del settore dei servizi pubblici locali. Le nuove regole sui servizi locali di pubblica utilità come l'acqua, l'energia, il teleriscaldamento, l'igiene ambientale, le farmacie comunali stanno cambiando velocemente la realtà del settore, con notevoli benefici sugli utenti e all'economia generale dei Comuni che debbono effettuare questa trasformazione. Anche l'AMI deve avviare questo processo per conformarsi alle nuove leggi. Il Disegno di Legge 4014, che tratta il tema della trasformazione e riordino dei servizi pubblici locali in un'ottica europea, sta giungendo alle fasi finali di discussione e sappiamo che sarà approvato a breve. Per il servizio pubblico si apre una nuova era, in cui cambiano tutti i presupposti valsi fino ad ora. In poche parole: eliminazione dell'affidamento diretto dei servizi, gare, concorrenza sulla qualità del servizio e sui prezzi. AMI entrerà così in questa nuova fase di competizione per garantire un'ulteriore qualità dei servizi, ma soprattutto per cogliere una grande opportunità di sviluppo e progresso per il nostro sistema.

Cosa cambia in termini concreti per i cittadini?
Per gli utenti, che hanno già sperimentato gli effetti positivi delle liberalizzazioni in altri settori, ci saranno anche in questa occasione molti vantaggi: tariffe più economiche, servizi ancora più efficienti e un nuovo modo di concepire le offerte di servizi a rete locali che produrranno valore aggiunto, facilitando la vita quotidiana di tutti noi. E per i Comuni grazie a questa operazione si aprono prospettive di notevole crescita economica, con ricadute positive per tutta la collettività. E' da sottolineare però, che gli standard europei possono essere anche molto distanti dalla nostra realtà, basti pensare alle tariffe dei servizi idrici negli altri paesi comunitari. Complessivamente l'utente ci guadagnerà, ma dobbiamo sapere che per entrare in Europa ci sarà qualche prezzo da pagare. In Italia i processi si liberalizzazione, la stessa costituzione delle Authority di regolamentazione sono fatti recenti e dovremmo quindi maturare al meglio un'esperienza tutta nuova.

L'AMI si trasforma , ma per diventare cosa?
Oggi AMI è un Consorzio composto da 22 Comuni che gestisce sul territorio i servizi di pubblica utilità. Presto diventerà una Società per Azioni. Ma esistono percorsi diversi per giungere a tale risultato, per questo abbiamo incaricato degli esperti di diritto ed economia di studiare la situazione dell'AMI e suggerirci i migliori percorsi che possiamo intraprendere. Pensare in grande, ma sapere che si è piccoli. Questo direi, deve essere il motivo conduttore di ogni nostra discussione. La dimensione di AMI, la sua territorialità è nello stesso tempo la sua forza e la sua debolezza. Abbiamo in questi anni costruito moltissimo, fuori del nostro territorio che non è nemmeno provincia, abbiamo credito e otteniamo ascolto in sedi molto rilevanti. La nostra pragmacità, il sapere fare le cose, realizzarle e realizzarle bene senza neanche enfatizzarle, ci ha comunque dato un peso almeno equivalente a quello di aziende ben più grandi come le consorelle emiliane di Bologna, Reggio Emilia, Modena. Anzi, posso dire che siamo stati i primi a lavorare affinchè si realizzasse nella nostra Regione un sistema imprenditoriale nei servizi pubblici capace di affrontare la concorrenza italiana ed europea.

Cosa è emerso dallo studio?
Sono tre le possibili alternative rispetto alla legislazione vigente:

  • la trasformazione dell'attuale Consorzio AMI in un'unica Spa proprietaria degli impianti e titolare diretta dei servizi
  • la conservazione al Consorzio della proprietà degli impianti e la costituzione di una Spa multiservizi per la gestione
  • la trasformazione delle attività in Spa proprietaria degli impianti con scissione delle attività attribuite ad una apposita Spa

Chi e quando sceglierà quale alternativa preferire?
La decisione finale spetterà all'Assemblea dei Comuni del Consorzio AMI sulla base del mandato ricevuto dai Sindaci dai propri Consigli Comunali. In una prima fase saranno illustrate le opzioni, poi ci saranno due mesi di tempo per riflettere e aprire un confronto con le collettività per valutare al meglio gli scenari futuri. Solo al termine di questo percorso i Comuni decideranno. Nel frattempo coinvolgeranno anche la società civile affinchè diventi un attore fondamentale in questo processo di trasformazione.

Si può parlare allora di una proposta aperta?
Sì. Vogliamo ci sia un confronto sereno e aperto da parte di tutti i protagonisti del mondo politico, economico e sociale del territorio, per determinare una condivisione forte della scelta finale. Fra le opzioni presentate per le molte garanzie che offre, la proposta di lasciare in mani pubbliche la proprietà degli impianti è quella che consideriamo prioritaria. Potrebbe realizzarsi la nascita di una nuova struttura con il cuore pubblico e gli strumenti in comproprietà tra i cittadini, dipendenti e privati.

Quali sono i nodi da affrontare?
Direi principalmente la necessità di coniugare armonicamente principi opposti: valorizzare al meglio il patrimonio comune, cioè incassare, senza perdere il controllo sulla qualità e l'erogazione del servizio; dare una dimensione imprenditoriale il che significa ricavi da subito in un settore che ha bisogno di investimenti forti di lunga durata. Fare e mantenere le reti significa proprio questo, investimenti consistenti effettuati con continuità, e ciò può comportare una minore appetibilità dell'investitore a cui si prospetta una minore redditività del capitale investito. L'investitore a cui oggi si prospettano le brillanti performance della new-economy (internet, telecomunicazioni ecc.) deve poter capire che nella continuità del bisogno del servizio ci sarà sempre una redditività costante, anche se più bassa. Per questo occorre gradualità e scelte mirate anche nelle future alleanze.

I lavoratori che ruolo avranno?
I lavoratori saranno al centro di questo processo: un dialogo aperto e costante per sottolineare le garanzie che l'operazione offre e le opportunità economiche a vantaggio di tutti. Dobbiamo anche qui sottolineare come le novità del settore comportino un mutamento delle condizioni consolidate. Certo il periodo di transizione sarà lungo ci consentirà di prepararci. Sin d'ora c'è un forte impegno a strutturare adeguati percorsi di garanzia.

Ma quale futuro attende l'AMI?
La liberalizzazione del settore delle ex municipalizzate ha portato nel breve periodo alla nascuta di colossi che operano nel campo dell'energia, del gas, dell'acqua e degli altri servizi di pubblica utilità. L'AMI dovrà operare in un settore competitivo scegliendo le strategie e le alleanze migliori per divenire un competitore internazionale nel settore delle multiutilities. Già con Ares, la società consortile che gestisce i servizi a rete di impianti connessi fuori dal territorio AMI, si è avviato un discorso strategico che consentirà di realizzare un soggetto che, raccogliendo le migliori esperienze della nostra Regione, sia in grado di competere a livello nazionale ed europeo e confrontarsi con le nuove sfide del mercato. Sono certo che AMI riuscirà ad avvalersi di partners strategici anche nel settore energetico, insieme sono sicuro che ci siano tutti i presupposti per garantire un futuro in cui AMI sia ancora qui e più forte.